Cena Tipica Toscana in villa

Se durante il tuo soggiorno in Toscana vuoi festeggiare un evento, come un compleanno o un anniversario, o semplicemente ti vuoi fare come regalo una serata diversa, prenota una CENA TIPICA TOSCANA!

I nostri cuochi, tutti TOSCANI DOC  hanno grande esperienza sono ben preparati e saranno più che lieti di cucinare direttamente presso la villa una cena tipica Toscana.

Lo chef ed il suo personale si prenderanno cura di tutto, dalla spesa al servizio, perfino anche alla pulizia della cucina.

La nostra proposta di Menu è la seguente:

ANTIPASTI:

- Crostini di pane Rossi e Neri, Mix di bruschette
- Prosciutto e Melone
- Affettati Toscani
- Formaggio pecorino stagionato e fresco con miele.

PRIMO:

- Pappardelle o Pici al ragù toscano;

SECONDO:

- Arrosto di pollo con patate e insalata mista,

DESSERT:

-Tiramisù;

Vino locale incluso.

Bevande per i bambini incluse.

Possiamo anche organizzare eventuali cene specifiche per soddisfare allergici, intolleranti, vegetariani, vegani... secondo le loro necessità.

PREZZI Validi a partire da 4 persone.

Adulti Euro 49,00
Bambini dai 5 ai 12 anni Euro 25
Bambini sotto i 4 anni - gratuiti.

Alcuni approfondimenti sui piatti tipici toscani che vi abbiamo proposto:

I CROSTINI NERI

 Non esiste una cena tipica toscana che si rispetti, senza i crostini di fegatini, altrimenti detti crostini neri, o crostini toscani. Si chiamano in tanti modi, ma il concetto non cambia: se   fatti bene, sono davvero buonissimi. Oggi li troviamo in tutti i ristoranti e sono anche  l’antipasto delle domeniche in famiglia, delle cene importanti e delle grandi feste; ma da dove   nascono?

 Gli “antenati dei crostini” sono le così dette “mense”, grandi dischi di pane usati prima del 1.400. Il pane usato era duro  (lo si preparava soltanto due o tre volte al mese), veniva   prima abbrustolito e poi bagnato nel brodo: è in questo periodo che il crostino divenne non più cibo di scarto, ma apprezzato anche da signori, duchi e conti italiani dal XVesimo   secolo in avanti. 

 Ed è proprio sulle tavole dei nobili, che nacque la tradizione culinaria dell’antipasto, che si diffuse ben presto nelle altre corti europee.

 Nella storia dei crostini possiamo vedere la simbiosi perfetta tra la cucina povera contadina e quella borghese impreziosita da spezie, aromi e vini: un modo per consumare   fino all’ultima briciola il pane, risorsa primaria delle famiglie meno agiate, e gli scarti (le frattaglie) dei polli, pur cercando di “nasconderne” il sapore con gli odori (cipolla, sedano,   carota, salvia, rosmarino…), i grassi (olio e/o burro), i capperi, le acciughe ed il vino. Ed è proprio un buon bicchiere di vino rosso il miglior abbinamento con questo delizioso   piatto!  Salute!

 

I PICI

I Pici sono una tipica pasta fresca toscana, simile agli spaghetti ma più spessi. Preparati semplicemente con farina, acqua, olio (in alcune variazioni) e sale rappresentano il piatto “povero”, tipico della realtà contadina. Quello che arricchisce  questa pasta sono i condimenti, a cui si adatta perfettamente.

L’origine dei pici sembra essere etrusca. Una prima testimonianza si può trovare nella Tomba dei Leopardi di Tarquinia, in cui compare una pasta rassomigliante i pici.

La zona quindi, pare essere di confine tra Toscana, Umbria e Lazio ed in queste tre regioni infatti la stessa preparazione prende nomi diversi come i “lombrichelli viterbesi”; i “pisciarelli”, i “torcolacci”, i “filarelli”, i “lilleri laziali”; le “ceriole”, gli “stringoli” umbri e gli “stringozzi” perugini.

Per quanto riguarda il nome, ci sono varie teorie. C’è chi lo fa risalire alla figura di Marco Gavio Apicio (25 a.C.37 d.C.), uno dei più importanti gastronomi dell’epoca romana, alcuni invece sostengono derivi dalla località San Felice in Picis, una cittadina della zona di Castelnuovo, della diocesi di Arezzo. Altri ancora ritengono che il loro nome derivi dalla riserva di abete bianco di Piancastagnaio in provincia di Siena che presenta una forma lunga, stretta e bianca (come quella appunto dei Pici) ed è chiamato Pigelleto. 

Ma forse la verità sta nel gesto che si fa con il palmo della mano per far prendere all’impasto la forma del picio, quello che nel gergo culinario toscano è il verbo “appiciare”.

 

Se vuoi provare ancor di più la cucina toscana e non solo, organizziamo anche altri tipi di esperienze culinarie, come:

Perché prenotare una cena tipica toscana?

  • Per riscoprire insieme ad un cuoco toscano D.O.C il valore della cucina povera toscana, la sua storia e allo stesso tempo, la sua modernità. 
  • Per passare una serata diversa e coccolarsi con profumi e sapori che non riesci ad gustare così di frequente. 
  • Per portare a casa con te un ricordo speciale di gusto e condivisione.

Contattaci per un preventivo personalizzato, saremo felici di aiutarti ad organizzazione l’esperienza che stai cercando!

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