Cena tipica toscana VEGANA con chef in villa

Molti conoscono la Toscana per le sue tipicità gastronomiche, oltre che per le sue opere d’arte e i paesaggi mozzafiato.

Il cibo tipico toscano non è fatto però, solo da salumi, formaggi e carni locali… esiste anche molta cucina vegana tra i nostri piatti della tradizione…e sono in tanti ad ignorarlo.

Legumi, verdure fresche o saltate, pasta di grano duro e il nostro olio di oliva,  ingredienti poveri ma ricchi di gusto che combinati insieme creano un connubio perfetto.

Con questa deliziosa cena, scoprirete come non siano necessari i derivati animali per avere grandi soddisfazioni a tavola!

Lo chef ed il suo personale si prenderanno cura di tutto, dalla spesa al servizio, perfino anche alla pulizia della cucina.

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Il menu che vi proponiamo è interamente VEGANO (senza nessun derivato animale)  e CRUELTY-FREE ( senza nessun maltrattamento animale) .

Antipasti:
Bruschetta al pomodoro fresco, ai fagioli cannellini, alle verdure saltate, ai funghi, panzanella, pappa al pomodoro, cecina.

Primi piatti a scelta tra:
Pici all’aglione / Pasta e ceci / Pasta e fagioli / Ribollita / Pasta alle zucchine.

Secondi piatti a scelta tra:
Fagioli all’uccelletto  / fritto misto di carciofi, patate,  salvia , carote , cavolo..  / sformato di verdure  /  polpette di zucchine  / peperoni ripieni .

Contorno:
 Insalata e verdure grigliate

Dessert a scelta tra:
Schiacciata con l’uva /  torta al cioccolato / cantucci con vinsanto

Prezzi (vino incluso) a partire da 4 persone:
Euro 49,00 adulti
Euro 25,00  da 5 a 12 anni
Gratis sotto i 4 anni

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Tra tutti i deliziosi piatti che potrete assaggiare in questa cena, abbiamo selezionato forse il piatto più famoso della tradizione culinaria Toscana: LA RIBOLLITA.

Ecco la sua storia e gli ingredienti per prepararla.

Se parliamo di cucina toscana sicuramente, uno dei piatti che verrà in mente ai più sarà la Ribollita pietanza che deve il suo nome al suo essere un piatto povero , una zuppa cioè che dopo essere stata cucinata veniva “ribollita” più volte nei giorni successivi.

La sua storia ha inizio in epoche molto antiche, nelle campagne toscane, quando ancora esisteva il feudalesimo. Sembra infatti che i ricchi signori che dominavano le terre, mangiassero i loro manicaretti, non su piatti come siamo abituati oggi ma su delle focacce di pane azzimo, senza lievito. Una volta terminato il pranzo concedevano ai servi di tenere le focacce avanzate per sfamarsi, questi le mettevano a bollire in grandi pentoloni con le verdure e le erbe che riuscivano a trovare nei campi e nei boschi, differenti ovviamente a seconda delle stagioni.

Stiamo parlando di periodi in cui contadini e servi soffrivano la fame e le malattie, quando potevano, preparavano una grande quantità di questo piatto per potersi sfamare anche nei giorni successivi. Giorno dopo giorno la zuppa veniva fatta bollire nuovamente e, ad ogni ribollitura, acquistava maggior sapore. Questa ricetta, preparata soprattutto nei venerdì di quaresima quando, per legge, si doveva mangiare magro e la lista degli alimenti concessi era molto breve, ha preso così piede nella tradizione toscana che oggi è divenuta un manicaretto di eccellenza che tutti i turisti vogliono provare.

Sebbene non esista una ricetta tradizionale ufficiale, possiamo sicuramente annoverare tra gli ingredienti: cavolo nero, cavolo verza, fagioli cannellini (rigorosamente secchi, messi a bagno la sera prima e poi cotti), pane toscano (senza sale) raffermo, pomodoro a pezzetti, bietole, patate, carote, sedano, porro, mazzetto aromatico (timo, rosmarino, origano), olio extra vergine d'oliva, sale e pepe a piacere

Non è sicuramente una ricetta veloce, ma vi assicuriamo che il tempo utilizzato per prepararla, sarà un ottimo investimento per il vostro palato!